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MES. Grazioli - Santoro (CS): la riforma ci renderà ancora più schiavi

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Massimiliano Grazioli – responsabile economia
Manuel Santoro – segretario nazionale

Convergenza Socialista è contraria alla modifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) in discussione in questi giorni semplicemente perché è contraria a qualsiasi controllo tecnocratico e burocratico dei processi economici interni all’Europa. Convergenza Socialista, organizzazione politica socialista e avanguardia del socialismo scientifico, combatte la gabbia liberista europea e lotta per la destrutturazione di questa Europa del capitale e della finanza, per il raggiungimento dell’Europa socialista, quindi dei popoli.

Rimandiamo, quindi, con forza al mittente la proposta di modifica del MES che stringe maggiormente i margini di manovra dei governi nazionali e schiavizza ulteriormente le cittadinanze dei Paesi europei in difficoltà.

Due sono gli strumenti sui quali fare attenzione. Il primo è costituito dalla linea di credito precauzionale (precautionary conditioned credit line -  PCCL) il quale, anche se non riguarda direttamente l’Italia, fa emergere la natura patologica e pericolosa di questa unione poiché ad accedere a tali linee di credito saranno soli i Paesi che in sostanza rispettano il Fiscal Compact. Ciò significa che un Paese che voglia accedere al PCCL dovrà necessariamente incontrare i seguenti requisiti: 

  • non essere in procedura d’infrazione;
  • vantare un deficit inferiore al 3% da almeno due anni;
  • avere un rapporto debito/PIL sotto il 60% (o, almeno, aver sperimentato una riduzione di quest’ultimo di almeno 1/20 negli ultimi due anni).

In definitiva, molti dei Paesi che al momento non rispettano i requisiti sopra riportati non potrebbero accedere al PCCL pur contribuendo finanziariamente al fondo.

Ancora più morboso risulta il secondo strumento costituito dalla linea di credito rafforzata (enhanced conditions credit line - ECCL). In questo caso, i Paesi che necessitano di fondi e che non rispettano le condizioni previste dal PCCL, richiedendo accesso all’ECCL (unica alternativa) si troverebbero di fronte all’apertura di processi di ristrutturazione del debito ex-ante. In parole semplici, l’accesso al credito sarebbe vincolato ad una preventiva ristrutturazione del debito secondo un preciso programma di aggiustamento macroeconomico monitorato in ogni passaggio da chi ha distrutto volutamente, nel morale e nel portafoglio, la Grecia. Con le ECCL il metodo greco diventerebbe la prassi.

Infine, la riforma del MES in discussione prevedrebbe la riforma delle Clausole di Azione Collettiva (CAC) previste nei titoli di Stato. Con questa riforma verrebbero introdotte le Single Limbs CACs, le quali superano la norma del vincolo dato dal quorum per avviare forme di ristrutturazione del debito. In questo modo sarebbe ancora più facile avviare i processi di ristrutturazione dei debiti dei Paesi europei in difficoltà che richiedono l’accesso ai crediti, i quali, come nel caso dell’Italia, non possono non essere che quelli dell’ECCL.

Per le motivazioni sopra riportate, Convergenza Socialista non solo è contro la modifica del MES ma rimane contraria all’Europa dei banchieri e dei tecnocrati, all’Europa capitalista e neoliberista dell’austerità e del controllo non democratico. E’ nostro compito contribuire alla destrutturazione di questa Europa per un’altra Europa. Un’Europa socialista.

Santoro (CS): 6000 bandiere rosse

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“Il Guardian scrive che lo stile locale del movimento delle sardine può vincere dove ha fallito la sinistra progressista. Ma noi siamo socialisti, avanguardia del socialismo scientifico, di conseguenza siamo anticapitalisti, lontanissimi quindi da qualsiasi prospettiva strategica progressista”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista.

“Noi non abbiamo nulla a che fare con la sinistra progressista, quinta colonna del capitale e nemica delle classi lavoratrici. Noi non abbiamo nulla a che fare con la sinistra progressista, favorevole a questa Europa dei tecnocrati, dei banchieri e delle multinazionali. Dico questo per rimarcare che le sardine, e i soggetti politici ovviamente collegati, saranno pure “progressisti”, come i media mainstream cercano di farci ingoiare, ma non sono assolutamente anticapitalisti”.

America Latina: l’imperialismo si supera solo arrivando al socialismo

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di Manuel Santoro

L’America Latina sta vivendo un periodo molto difficile, molto complicato per le popolazioni, le classi lavoratrici, in lotta contro l’establishment, contro la destra reazionaria, contro le forze esterne dell’imperialismo feroce. Le dinamiche che hanno messo in moto le lotte che in questi mesi stanno infiammando diversi Paesi del continente, con una sensibile accelerazione in queste ultime settimane, sembrano ripetersi, con simili modalità, simili crudeltà ed efferatezza, rispetto ai decenni passati.

Ad iniziare dal Venezuela con l’autoproclamato Guaidò, passando poi con una velocità impressionante al Cile, alla Bolivia, alla Colombia, allo strangolamento decennale di Cuba, sembra che la mano lunga dell’imperialismo detti legge negli affari interni dei Paesi latino-americani, caraibici, ricercando una vittoria politica ed economica.

La politica delle donne e il femminismo “di classe” come soluzione: la risposta a Rita Segato (femminista bianca argentina contro Evo Morales)

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di Maddalena Celano

Questo 25 novembre 2019, in tutta l’America Latina, c’é stata una mobilitazione generale delle donne, con gli slogan #Abbasso il colpo di stato in Bolivia #Fuera Piñera #Fuera il FMI dell'America Latina. 

In un contesto di colpo di stato contro il governo dello stato plurinazionale della Bolivia, dell'insurrezione popolare in Cile, Colombia, Ecuador, Haiti, dei governi fascisti e razzisti nella regione, le donne sono scese in piazza per chiedere diritti e organizzarsi per ripudiare le politiche neoliberali imposte dall'FMI con l'accordo delle oligarchie,  hanno affermato le organizzazioni della convocazione.

Santoro (CS): alle sardine preferisco stelle rosse, bandiere rosse e falce e martello

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“Abituati come siamo al nulla, nella simbologia e nella politica così come nella realtà, non mi sorprende che gli italiani, in migliaia, si riversino in strada per dimostrare la loro opposizione a Salvini, alle sue politiche, al suo modus operandi usando il simbolo della sardina”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista. “Dopotutto, all’italiano oggi basta poco. Come ai tempi di Berlusconi, basta indicare il nemico e una moltitudine si aizza contro (mai per qualcosa) senza pensiero e senza coscienza”.

Il femminismo o è abolizionista o non lo è: la complicità del femminismo mainstream con la violenza sessista e le diseguaglianze

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La rivoluzione è l'abolizione della prostituzione. Convergenza Socialista è per l’abolizione della prostituzione. Il femminismo è  socialista, anticapitalista e abolizionista.

Lo scorso anno, il movimento femminista spagnolo ha dichiarato guerra, per la prima volta, alla prostituzione e al cosiddetto “utero in affitto”. Dopo anni di esitazione e dibattiti, 80 gruppi hanno incluso queste pratiche nella "violenza maschilista" e hanno chiesto che fossero definite "pratiche incompatibili con i diritti umani delle donne".

"Il mio corpo non è in vendita, il mio utero non è affittabile", è stato uno degli slogan più cantati alla manifestazione tenutasi a Madrid, per commemorare il 25 novembre 2018, Giornata internazionale contro la violenza contro le donne. Jorge Saura, una militante di 66 anni del Partito Femminista di Spagna, indossava uno stendardo che diceva: "paghi la tua puttana per violarla". "Parlando in soldoni, prostituzione e traffico sono la stessa cosa", ha detto un altro cartello, pochi metri più avanti. 

Ex-Ilva. Santoro (CS): quale futuro per Taranto?

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“E’ ormai chiaro come il Governo sia in uno stato di completa confusione, senza idee, e ciò pone il Paese in grave difficoltà”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista. “Lasciamo stare per un attimo i litigi, le incertezze e i battibecchi tra le forze politiche. A Taranto esiste una situazione drammatica che deve essere risolta in tempi brevi, con una sicura prospettiva per il domani. Esiste la problematica ambientale e l’impatto sulla salute che lo stabilimento ex-Ilva ha avuto nei decenni passati sulla cittadinanza; esiste la questione della produzione dell’acciaio; esiste, infine, il problema occupazionale.”  

“Nel breve periodo la priorità della politica è quella di risolvere la questione occupazionale, ma parallelamente, sempre la politica, dovrebbe definitivamente prendere la decisione di continuare la produzione dell’acciaio in questo Paese. Non è possibile mettere in mezzo ad una strada lavoratrici e lavoratori; non è possibile abbandonare la produzione dell’acciaio. Queste due problematiche, però, seppur intrecciate, non possono non tenere conto di una strategia complessiva, di lungo periodo, che contempli la necessità storica di finirla di barattare l’occupazione con la salute, la produzione con l’ambiente.”

“Taranto e i tarantini hanno bisogno di un messaggio di speranza dalla politica e dal Governo”, conclude Santoro. “Un messaggio che indichi una strada certa nell’immediato e una visione d’insieme per la città del domani.” 

Convergenza Socialista

Partito politico socialista, avanguardia del socialismo scientifico, per il raggiungimento della società socialista.

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