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Elezioni europee. Comunicato della segreteria nazionale di Convergenza Socialista

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In data 27.05 si è riunita la segreteria nazionale di Convergenza Socialista per discutere del disastroso risultato ottenuto dalla lista La Sinistra. Lista che abbiamo contribuito a costruire poiché parte del Partito della Sinistra Europea.

L’analisi del voto di ieri da parte della nostra segreteria si è incentrata sulla mancanza della questione classista, socialista, durante l’intera campagna elettorale, da parte dei candidati della lista, con alcune meritorie eccezioni. E’ mancata, a nostro avviso, la centralità della questione della trasformazione strutturale e socialista della società, la quale implica un profondo radicamento su questioni legate alla quotidianità di milioni di donne e di uomini (economia, lavoro e previdenza, lotta alla povertà, la questione sociale, ecc.). Si è parlato di patrimoniale e di ridistribuzione della ricchezza, ma ciò non basta.

E’ mancata la centralità del classismo, dello scontro secolare tra capitale e lavoro salariato. E’ mancata la centralità delle modifiche strutturali della società dalle quali emergono nuovi rapporti e scontri sovrastrutturali. Alcune problematiche sovrastrutturali, invece, hanno avuto una visibilità predominante durante tutta la campagna elettorale e ciò ci ha reso simili ad altri. La lista ha dato l’impressione di non poter imprimere una svolta politica che andasse a toccare la vita reale delle persone, soprattutto di chi in questo Paese è povero, emarginato, e vive una crudele quotidianità fatta di miseria e disperazione. E’ mancato il socialismo in quanto prospettiva in divenire per il superamento radicale del capitalismo. La lista, in definitiva, non è parsa differenziarsi poiché pesantemente presente su tematiche care anche ad altre formazioni politiche, quali l’ambientalismo, il femminismo, l’antirazzismo. Questioni importanti le quali, però, senza una base di trasformazione strutturale della società nei suoi processi produttivi e distributivi della ricchezza, rende il profilo della lista sicuramente progressista ma non socialista (nel senso classista o scientifico del termine) o comunista. Un progressismo che rimane comodamente adagiato nella culla del capitalismo, quando questo stesso capitalismo andrebbe ferocemente superato senza esitazioni. 

Cosa fare, quindi?

La discussione su cosa fare dopo le elezioni europee rimane naturalmente aperta e lo faremo tutti insieme. Siamo, comunque, consapevoli che senza un cambio di direzione nel profilo politico assunto, un cambio da intendere nei termini sin qui esposti, qualsiasi tentativo politico post-europee non avrebbe un grande avvenire. La questione della trasformazione strutturale e socialista della società deve diventare assolutamente centrale.

Per Convergenza Socialista, invece, si tratta di rafforzare la lotta teorica e politica contro lo status quo, contro il capitale. In segreteria nazionale si è discusso di dare assoluta priorità alle tematiche strutturali poiché il nostro obiettivo politico rimane la trasformazione socialista della società. In questo senso si è richiesto un rafforzamento della nostra rivista teorica del socialismo, L’Ideologia Socialista.

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