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Ex-Ilva. Santoro (CS): a Taranto il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori è nero

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"Si va allo scontro con ArcelorMittal, con lo sciopero generale di otto ore proclamato per la giornata del 4 Luglio data la mancata volontà di posticipare di pochi giorni la cassa integrazione per 1395 lavoratrici e lavoratori tra operai, la maggior parte, intermedi, impiegati e quadri”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista. "I sindacati fanno il loro lavoro ma, se volessimo fare della autocritica potremmo affermare che tocca alla politica, alle organizzazioni classiste come la nostra, dare un segnale forte a fianco di chi lavora. Questa funzione propositiva e necessaria a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori è una nostra priorità la quale, al netto della dimensione della nostra organizzazione, cercheremo di svolgere al meglio nel più breve tempo possibile. Vogliamo essere con i lavoratori e fare lotta politica, non solo economica per il raggiungimento delle condizioni minime di dignità durante la fase del lavoro. Dobbiamo cambiare questa nostra società e non possiamo farlo senza il supporto attivo delle lavoratrici e dei lavoratori. Serve un rinnovato movimento operaio, un movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, consapevole della propria funzione storica, e serve un partito d’avanguardia, socialista, classista che guidi la lotta politica per la radicale trasformazione della società.”

“Forse ci si è abituati a pensare che la questione del lavoro nelle fabbriche, nelle aziende sia esclusiva delle organizzazioni sindacali. Non è così per noi. Se vogliamo cambiare i rapporti di forza nella società, se vogliamo trasformarla nei suoi processi di produzione e di distribuzione della ricchezza, non possiamo essere ancorati a forme di sterile economicismo ma riprendere il filone della lotta politica che solo dentro le fabbriche e le aziende può ridare slancio ad una ripresa di coscienza in una società diversa, giusta.”

“E’ proprio nelle fabbriche e nelle aziende, dove è più feroce l’effetto del lavoro salariato, che emergono le contraddizioni interne al capitale”, conclude Santoro. “Sono proprio le fabbriche e le aziende i nostri luoghi di lotta politica e l’ex-Ilva di Taranto è uno di questi luoghi. Dobbiamo crescere di forza affinché sia reale il passaggio dalla propaganda teorico-politica all’agitazione carne e ossa, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori in difficoltà, ovunque esse ed essi siano.”

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