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Crisi di Governo. Santoro (CS): dieci punti di programma socialisti da cui partire

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"In questi ultimi giorni abbiamo assistito alle prove di una alleanza de facto anti-Salvini e anti-Lega tra PD e M5S per la formazione di una nuova maggioranza parlamentare e un nuovo Governo”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista. "Noi che non abbiamo l’onere e l’onore di essere in Parlamento, possiamo solo proporre agli italiani la nostra visione politica, il nostro indirizzo programmatico affinché emerga in futuro un qualcosa di diverso dalle solite piattaforme che in questi trenta anni abbiamo dovuto tollerare. Le solite piattaforme che non hanno fatto altro che impoverire gli italiani, le lavoratrici e i lavoratori, i pensionati; aumentato il numero di poveri, il precariato e avvilito i nostri giovani con la disoccupazione. Abbiamo sempre detto basta allo schema centrosinistra – centrodestra, e diciamo basta agli schemini populisti-liberisti (M5S-PD) da una parte e populisti-sovranisti (M5S-Lega) dall’altra. Oggi non esiste in Parlamento una forza politicamente e programmaticamente differente, ed è nostro l’onere di indicare una via nuova all’attenzione di tutti gli elettori proponendo dieci punti di programma i quali, se attuati, migliorerebbero non solo la condizione economico-sociale del Paese, ma la stessa vita di milioni di donne e di uomini.”

“Il primo punto da cui partire è la necessità di rendere pubblico tutto quello che è di fatto di pubblica utilità: il sistema bancario, la grande industria, le risorse naturali, beni e servizi di base.  Lo Stato dovrà essere l’unico erogatore e controllore dei beni e dei servizi essenziali, tra i quali sanità, istruzione, elettricità, gas, acqua, ambiente, e tanto altro. Il secondo punto è la definizione di un piano industriale pluriennale ecologicamente compatibile in modo tale da permettere la ripartenza della nostra economia ormai ferma da troppi anni. Il terzo punto è la cancellazione del Fiscal Compact da sostituire con il Social Compact che in modo estensivo abbiamo definito in questi mesi. Il quarto punto consiste nell’incentivare l’industria 4.0, permettendo la liberazione dal lavoro e del lavoro da portare avanti parallelamente alla socializzazione dei mezzi di produzione e di distribuzione della ricchezza. Dobbiamo, altresì, incentivare la proprietà delle imprese di produzione e di distribuzione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori e un loro sicuro ingresso nei consigli di amministrazione. Il quinto punto è la riduzione sostenuta dell’IVA per permettere una ripresa dei consumi e della domanda interna e una patrimoniale certa sui patrimoni affinché chi ha di più paghi di più. Il sesto, la riduzione sostenuta dell’età pensionabile. Il settimo punto è la riduzione dell’orario di lavoro con l’obiettivo di breve-medio termine delle 30 ore settimanali a parità di salario, e l’obiettivo di medio-lungo termine delle 20 ore settimanali. L’ottavo punto consiste nell’innalzamento sostenuto della pensione minima, della retribuzione salariale oraria, fissando la pensione massima come multiplo della minima, senza squilibri iniqui. Nel nono punto, la reintroduzione dell’Articolo 18 all’interno di un rinnovato Statuto delle lavoratrici e dei lavoratori, che ne massimizzi i diritti. Decimo e ultimo punto, rendere uniforme, pubblico, gratuito ed efficiente su tutto il territorio nazionale sia il sistema sanitario che il sistema scolastico.”

“Questi dieci punti costituiscono la base minima per poter riavviare il Paese e migliorare enormemente la qualità della vita di milioni di donne e di uomini, di lavoratrici e di lavoratori”, conclude Santoro. “Nelle prossime settimane faremo emergere il nostro programma avviando un dialogo con le cittadinanze.”

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