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Convergenza Socialista condanna le sanzioni di USA e UE contro il Nicaragua

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Dopo l’approvazione della H.Res. 754, House Resolution 754, da parte della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti d’America, anche il Consiglio dell’Unione Europea segue gli Stati Uniti, come il cane segue il padrone, e decide di infliggere sanzioni contro il Nicaragua di Ortega, Presidente del Paese e del Fronte sandinista di liberazione nazionale (FSLN). La risoluzione 754 sponsorizzata dal rappresentante Albio SIres del New Jersey e del partito democratico americano, riprendono la costante retorica statunitense di “maggiore supporto per la popolazione del Nicaragua”, intendendo naturalmente i borghesi, i reazionari che oppongono il governo Ortega, e la “pacificazione per la promozione della democrazie e dei diritti umani”, intendendo la possibilità pacifica di sfruttare le risorse e i beni del Paese. Business è business, e mai gli Stati Uniti intervengono in un Paese straniero così pesantemente se non vi è da mangiare per le loro multinazionali e i loro capitalisti.

Il Consiglio d’Europa, quindi, segue l’approccio statunitense con sanzioni particolari, come ha dichiarato l’alto rappresentante Josep Borrell. Il Consiglio, difatti, “ha deciso oggi di includere sei persone nell'elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive, vale a dire il divieto di viaggio e il congelamento dei beni.” Naturalmente, Convergenza Socialista condanna le sanzioni statunitensi ed europee che puzzano tanto di favoreggiamento a beneficio dell’imperialismo a stelle e strisce, e a beneficio dei grandi capitali che non vedono l’ora di mettere mano sulle risorse del Nicaragua. Difatti, il Nicaragua ha un’economia basata su colture commerciali, quali canna da zucchero, caffè, frutta, arachidi e tabacco; quelle per l’autoconsumo sono mais, riso, manioca e fagioli. Le foreste sono ricche di essenze pregiate (mogano, palissandro) e alberi della gomma. Le risorse minerarie comprendono oro, argento, nichel, mercurio, tungsteno, salgemma e gesso. Importante il settore tessile, che alimenta la maggior parte delle esportazioni, e gli zuccherifici (a Chichigalpa, León, Granada); a Managua è in funzione una raffineria di petrolio. Cementifici a Ciudad Sandino, Nagarote e San Rafael del Sur.

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