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Ex-Ilva. Carloni (CS): a Taranto, lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini muoiono di tumore

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“L’ex-Ilva, ora Ancelor Mittal, inquina. Lo stabilimento inquina da decenni, e nulla è cambiato per mancanza di volontà politica di tutti i Governi nazionali e locali coinvolti. Muoiono le lavoratrici e i lavoratori; muoiono le cittadine e i cittadini di tutte le età nel rione Tamburi e altrove a Taranto”, commenta Gianni Carloni, esponente di Convergenza Socialista. “Noi di Convergenza Socialista siamo l’avanguardia della classe lavoratrice ed è nostro dovere tutelare la classe lavoratrice, da tutti i punti di vista. Noi di Convergenza Socialista poniamo l’alternativa di struttura alla centralità del capitale; il nostro impianto socialista, marxista-leninista mette al centro il lavoratore, l’essere umano; non certo il capitale. E’ proprio seguendo gli insegnamenti di Marx, di Engel e di Lenin, noi di Convergenza Socialista ci poniamo senza filtri al servizio delle esigenze della classe lavoratrice e con le nostre battaglie daremo giustizia ai lavoratori, alle lavoratrici.”

 “A Taranto non solo muoiono di tumore i lavoratori e le lavoratrici dell’ex-Ilva ma anche tantissimi cittadini. Noi di Convergenza Socialista vogliamo far capire cosa è la società capitalista e, di conseguenza, quali sono i veri interessi dello stato capitalista. Avete mai visto i capitalisti, i padroni, i politici genuflessi agli interessi del capitale morire di tumore come i lavoratori e i cittadini di Taranto? E’ la classe lavoratrice ad ammalarsi e a morire di tumore, insieme agli strati più poveri, disagiati delle popolazioni, come coloro che vivono nel Rione Tamburi di Taranto. Sono decenni che a Taranto si parla, si discute di Ilva, di inquinamento, di lavoro ma nulla sino ad oggi è stato fatto poiché tutti i partiti sono parte del sistema collusivo del capitale e difendono l’oppressione dei padroni.”  

“Al nostro Paese serve l’acciaio? Certo, ma non sulla pelle delle lavoratrici, dei lavoratori e dei cittadini che a migliaia muoiono di tumore”, continua Carloni. “Certo, serve l’acciaio, ma non continuando ad alimentare siti produttivi altamente inquinanti a ridosso dei centri abitati. Con Convergenza Socialista al potere, la politica industriale si incentrerà non solo sulla produzione, ma anche sulla salute e sull’ambiente per i lavoratori e i cittadini con assoluta certezza.”  

Chiudendo l’ex-Ilva, ci sarebbero migliaia di disoccupati e si innescherebbe una bomba sociale? Assolutamente no, poiché la politica ha il compito di mettere in piedi un piano strategico con conseguente avvio di un grande piano di bonifica, di riconversione ambientale e occupazionale, e l’avvio di un periodo di formazione e riqualificazione professionale per le migliaia di lavoratrici e di lavoratori coinvolti. Noi di Convergenza Socialista faremo questo quando saremo al potere. Nessun lavoratore sarà lasciato indietro. Ci sarà continuità inderogabile della totalità dello stipendio durante tutto il periodo di riconversione ambientale e di riqualificazione professionale. Nessun giochetto ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori, come invece stiamo assistendo in queste settimane con la cassa integrazione fantasma e i licenziamenti collettivi. Non fidatevi, cari lavoratori, di governi amici dei capitalisti; siano essi di destra o di sinistra. Solo una forza socialista, marxista-leninista come la nostra può fare gli interessi reali, materiali della classe lavoratrice.”

“Si vuole continuare a produrre l’acciaio? Assolutamente sì, e lo si può fare scegliendo i siti nell’interesse delle esigenze dei lavoratori e dei cittadini, non nell’interesse dei capitalisti e dei politici corrotti.”

“Servono risorse economiche per finanziare la costruzione di siti produttivi nuovi e sicurissimi? Sicuramente sì”, continua Carloni. “Si prendano i soldi dove i soldi vengono accumulati da decenni. Nelle banche e nel sistema finanziario, nei monopoli, nelle multinazionali. Questo è esattamente quello che faremo.”  

“Non ci sono dubbi sulla questione dell’elevatissimo inquinamento a Taranto. Ora è tempo di cambiare ma nessun Governo ha la volontà politica di farlo poiché sono tutti legati, mani e piedi, al grande capitale, agli interessi delle multinazionali e dei soliti capitalisti. Dobbiamo cambiare le condizioni politiche che coinvolgono migliaia di lavoratrici e lavoratori; dobbiamo cambiare le condizioni spesso difficili delle cittadinanze che vivono a ridosso dei siti di produzione. La decarbonificazione che diverse forze politiche millantano per la rielezione, poi, è una mezza chimera poiché non elimina affatto l’inquinamento. Non può esserci alcun Green Deal sino a quando l’impianto sarà situato a ridosso dei centri abitati. La decarbonificazione di Emiliano, dato il suo punto di programma, non risolve la situazione grave di inquinamento, di mortalità, per il semplice fatto che assorbire il carbone già in azienda richiederà anni e anche la sostituzione con il gas non annulla il tasso inquinante. Questo è il nostro programma per Taranto”, conclude Carloni.

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