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Carloni (CS): la produzione deve essere affidata alle lavoratrici e ai lavoratori

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“Non dobbiamo più permettere ai privati di gestire le risorse pubbliche e dobbiamo cominciare a dare in gestione alle lavoratrici e ai lavoratori le aziende di produzione”, commenta Gianni Carloni, esponente di Convergenza Socialista. “Dobbiamo essere noi, lavoratrici e lavoratori, a prendere possesso delle risorse industriali, agricole, turistiche. Partendo dalle terre del sud, dalla classe lavoratrice del sud. Non solo chiacchiere, ma fatti!”

“Le lavoratrici e i lavoratori sono assolutamente in grado di gestire comparti importanti come l'agraria, la siderurgia, la metallurgica, l'elettronica, il turismo. Per poter gestire, in futuro, uno Stato (socialista) bisogna iniziare a saper gestire la produzione. Inoltre, rimane fondamentale rivoltare come un calzino questo Paese dal punto di vista ambientale, civico, educativo. Dobbiamo, da subito, cominciare a bonificare i territori, riqualificandoli. Dobbiamo lottare per rendere pubblico il sistema bancario e, uscendo dall’Unione Europea, acquisire una banca centrale pubblica. La sanità deve essere centralizzata, pubblica ed efficiente, così come la scuola e l’università, affinché ogni cervello formato sia un bene comune collettivo. Dobbiamo chiudere ogni spazio alle multinazionali; dobbiamo rendere pubbliche le autostrade; dobbiamo accogliere e inserire nella società tutti quei cittadini stranieri che per guerre e sfruttamenti, per le dittature borghesi, sono costretti a fuggire dai loro paesi di origine. Dobbiamo, infine, allacciare rapporti nel mondo con chi abbraccia gli insegnamenti di Marx, Engels, Lenin, perché più paesi avanzano verso il socialismo, più lavoratrici e lavoratori saranno liberi dalla schiavitù del capitale e del lavoro salariato padronale.”

“Ciò non è utopia, cari compagni e care compagne, cari lavoratori e care lavoratrici! La classe lavoratrice è disunita, scissa, senza coscienza di classe e il nostro lavoro consiste proprio nel riappiccicare i pezzi teorici e politici affinché la classe ritrovi una via chiara di lotta politica. La questione è che le lavoratrici e i lavoratori salariati, le operaie e gli operai, di qualsiasi etnia, religione, lingua, cultura, devono educarsi ed acquisire coscienza del proprio ruolo nella società capitalistica e, quindi, nell’insieme dei rapporti di produzione. Noi di Convergenza Socialista parliamo con tutte le lavoratrici e con tutti i lavoratori, vi educhiamo al socialismo, al marxismo-leninismo, affinché comprendiate la necessità di una riscossa di classe contro i nostri stessi oppressori: i capitalisti”, continua Carloni. “I governi espressione dei padroni, tutti, che hanno guidato il Paese vi hanno mai rispettati, protetti? Noi di Convergenza Socialista pensiamo di no! Altrimenti le morti per tumore a Taranto non si sarebbero mai verificate. Altrimenti non avrebbero mai permesso la costruzione di una acciaieria de facto appiccicata alla città e, in particolare al Rione Tamburi, una volta famosa per le sue vie fiorate.”

“Noi di Convergenza Socialista dichiariamo chiaramente che nessun partito di destra o di sinistra all’interno del sistema politico borghese ha mai dato una mano reale, materiale alla classe lavoratrice”, conclude Carloni. “Senza alcun rispetto per l’essere umano oppresso da altri esseri umani, per i molti oppressi dai pochi, tutti i governi genuflessi al capitale sono colpevoli di sfruttamento, ad iniziare dai lavoratori della ex-Ilva di Taranto e delle cittadinanze limitrofe al colosso industriale. Ribadiamo, quindi, la necessità del pubblico nell’industria, nella produzione, e la necessità della gestione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.”  

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