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Bielorussia. Santoro (CS): come sempre, due pesi e due misure. Smantelliamo questa Unione Europea delle banche e della finanza

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“Il Parlamento Europeo delle banche e della finanza ha deciso, e votato, di non riconoscere l'elezione di un Presidente, Lukashenko, democraticamente eletto dai bielorussi. Che l'Unione Europea delle banche e della finanza, insieme alle sue istituzione imperialiste, sia contro ogni processo democratico scomodo ci è chiaro da tempo”, commenta Manuel Santoro, segretario generale di Convergenza Socialista. “Ci è chiaro sin dalla palese interferenza che ha contribuito a fomentare le dimostrazioni in Russia nel 2012; ci è chiaro dal pesante coinvolgimento nel Maidan ucraino nel 2014; ci è chiaro dall’immediato sostegno e approvazione della pagliacciata Guaidò in Venezuela; ci è chiaro dal caso del corrotto Navalny che si protrae da anni; ci è chiaro, infine, dall’interferenza in Bielorussia di queste settimane. Hanno votato tutti compatti contro il legittimo Presidente Lukashenko, dal M5S al PD, da Forza Italia a Fratelli d’Italia”.

“Noi diciamo subito che è e sarà nostro obiettivo politico smantellare questa Unione Europea delle banche e della finanza, il cui imperialismo, fase suprema del capitalismo, opprime le classi lavoratrici d'Europa. I lavoratori non hanno bisogno di questa Unione Europea che decide cosa è ‘democratico’ e cosa non lo è. Intanto, il Parlamento Europeo delle banche e della finanza decide sulla Bielorussia cosa e chi viola gli ‘standard riconosciuti a livello internazionale’. Vogliamo dirlo anche ai golpisti in Bolivia? Oppure a Guaidò e la sua cricca in Venezuela? Ci sono evidentemente e chiaramente due pesi e due misure che pongono l’Unione Europea nel campo del becero capitalismo e atlantismo, contro qualsiasi processo realmente democratico. Noi di Convergenza Socialista combattiamo tutto questo”.

“Legato al caso bielorusso ricade anche la soap-opera di Navalny, del suo clan e dei suoi contatti, in Russia e all'estero. Non è un caso che la sceneggiata dell’avvelenamento sia avvenuta negli stessi momenti dell'attacco politico-mediatico contro Lukashenko e la classe lavoratrice bielorussa. L'obiettivo finale continua ad essere la Russia”, conclude Santoro.  

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