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Il doppio standard dell'imperialismo: la Bolivia respinge le calunnie dell'OAS e minaccia di agire contro Almagro

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di Maddalena Celano, responsabile esteri

Il ministero degli Esteri boliviano ha attaccato il segretario generale dell'organizzazione filo-statunitense, per aver chiesto il rilascio della golpista, ex auto-proclamata presidente ad interim Jeanine Áñez.

Il governo boliviano ha respinto questo martedì (16/03/2021) la richiesta dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS) di rilasciare la golpista, l’ex auto-proclamata presidente ad interim Jeanine Áñez e due dei suoi ex ministri e ha annunciato che prenderà provvedimenti contro il Segretario generale, Luis Almagro, "per le sue azioni riprovevoli".

L'OAS la cui sede è precisamente a Washington, a pochi isolati dalla casa del governo USA. è un'istituzione fondata nel 1948, che eredita il ruolo da una Conferenza tenutasi tra il 2 ottobre 1889 e il 19 aprile 1890. Questa prima Conferenza ebbe luogo per promuovere un'idea fondamentale: promuovere le relazioni economiche tra i Paesi americani “al fine di discutere e raccomandare ai rispettivi governi, l'adozione di un piano arbitrale per la composizione delle controversie e delle questioni che potrebbero, in futuro, sorgere tra loro. Oltre a occuparsi di questioni relative all'aumento del traffico commerciale e dei mezzi di comunicazione diretta tra detti paesi; promuovere rapporti commerciali reciproci e vantaggiosi per tutti e garantire mercati più ampi per i prodotti di ciascuno dei suddetti paesi".

Non farò qui una storia dettagliata dell'OAS e dei passi compiuti per formare l'organizzazione che ogni giorno sottopone la sua azione ai disegni di Washington, non solo negli aspetti commerciali, ma anche nella politica. Un'istituzione che, durante la Nona Conferenza Americana Internazionale, riunì 21 Stati a Bogotà, in Colombia, nel 1948, in cui fu adottata la Carta dell'Organizzazione degli Stati Americani, il Trattato Americano di Soluzioni Pacifiche (Pact di Bogotà) e la Dichiarazione Americana dei diritti e dei doveri dell'uomo. Nella stessa Conferenza fu approvato l'Accordo Economico di Bogotà, che si proponeva di promuovere la cooperazione economica tra gli Stati americani, ma che non è mai entrato in vigore.

Questa Conferenza del 1948 si tenne sotto l'egida del cosiddetto Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca (TIAR) firmato nel 1947, all'inizio della cosiddetta Guerra Fredda tra le superpotenze che vinsero la Seconda Guerra Mondiale (gli Stati Uniti e ex Unione Sovietica). Un Trattato che avrebbe mostrato la sua piena inefficacia e falsità quando la Gran Bretagna entrò in guerra con l'Argentina, per la difesa imperiale del suo possesso coloniale a Las Malvinas nel 1982. Lì, gli Stati Uniti, alleati della Gran Bretagna, impedirono qualsiasi movimento di stranieri e ministri dei governi latinoamericani - molti dei quali sotto dittature militari filoamericane - per venire in aiuto dell'Argentina, anch'essa sottoposta a quel tempo ad un governo golpista nato manu militari.

Alla palese falsa posizione della cosiddetta difesa continentale, di fronte alle aggressioni militari esterne, si aggiunge la realtà di un chiaro rapporto economico con l'imperialismo, che non è mai stato redditizio per i popoli latino-americani. Fondamentalmente perché si sono generati rapporti commerciali che favoriscono, preferibilmente, le caste dominanti legate a gruppi economici transnazionali rispetto ai bistrattati gruppi locali. Si favoriscono rapporti che danno sostegno politico agli obiettivi del dominio statunitense, che si sono imposti in modo permanente imponendo sanzioni, blocchi, embarghi e minacce. 
Per attuare questa politica di sottomissione dell'OAS e ai dettami di Washington, è necessario disporre di un segretario generale che soddisfi determinate caratteristiche: l'apparente progressismo della sua iniziale carriera politica. Conversione ideologica nel corso degli anni e vassallaggio alle politiche di Washington quando arriva il momento di prendere decisioni contro i popoli. Ciò, in modo tale da favorire la politica imperiale e avvantaggiare i gruppi politici ed economici che dominano gran parte dei paesi latino americani. Ciò ha permesso, ad esempio, di perseguitare e infine espellere Cuba dall'OAS nel 1962, determinati a dare "un esempio" a quei paesi che cercavano la propria strada all'interno di uno stormo di governi genuflettenti. Questo è stato anche il caso del Venezuela, dal trionfo del defunto comandante Hugo Chávez Frías nel 1999 e ciò si estende al governo guidato da Nicolás Maduro, nonostante il fatto che la nazione sudamericana abbia ufficialmente avviato il processo di ritiro dall'OAS nell'aprile 2017. Una decisione nelle parole del presidente venezuelano "che si adatta sovranamente ai postulati storici e dottrinali del nostro processo di indipendenza bolivariana".

L'OAS è un'entità al ribasso e oggi, dopo il trionfo del MAS alle elezioni politiche in Bolivia, è stato smascherato il piano destabilizzante portato avanti da Washington e l'estrema destra boliviana insieme all'OAS e al gruppo di Lima, finalizzato a contrassegnare le elezioni dell'ottobre 2019 come fraudolente e il cui rapporto su presunte irregolarità ha permesso di dare un supporto pseudo-legale, per ottenere la rimozione di Evo Morales. È stato dimostrato, con la vittoria del MAS, che l'unico falso e fraudolento, in tutta questa situazione, è Almagro e la sua cricca, che oggi devono rendere conto della loro condotta golpista e del loro ruolo di sicario politico di Washington.
Il lavoro di Almagro che utilizza l'OAS a questo scopo è servito a realizzare un colpo di stato civile-militare che, per un anno, ha violato i diritti umani in Bolivia. Ha costretto gran parte della leadership del MAS all'esilio, ha iniziato lo smantellamento delle conquiste sociali raggiunte in 14 anni di governo di massa, catalizzando un processo di smantellamento dello Stato boliviano. 
Questo lunedì l'OAS ha espresso la sua preoccupazione "per l'abuso dei meccanismi giudiziari che sono tornati ad essere strumenti repressivi del partito al governo" in Bolivia.
Ha anche proposto di formare una "commissione internazionale per indagare sui casi di corruzione dall'ultimo mandato di governo dell'ex presidente Evo Morales ad oggi", compresa l'amministrazione di transizione di Áñez.
Qui è evidente come l'inutile e pericolosa istituzione fantoccio al guinzaglio degli USA, l' OAS, applichi un volgare e spocchioso “doppiopesismo”: chiede clemenza ed indulgenza contro un mostro sanguinario di natura razzista e classista, contro la golpista che ha espressamente violato tutti i diritti umani fondamentali (il primis il diritto alla vita) di indigeni e contadini, portandone al macello qualche centinaio, mentre si accanisce con golpe giudiziari fasulli, quanto  pretestuosi, contro tutti i leader della sinistra progressista latino-americana. Un'istituzione volgarmente ed espressamente politicizzata e faziosa (non ci tengono neanche a nascondere l'espressa faziosità) che andrebbe sciolta per il bene dell'umanità e il pieno rispetto del principio dell'autodeterminazione dei popoli.
In risposta, il governo di Luis Arce ha indicato che l'OAS presenta "posizioni che denotano interferenze e ingerenze negli affari interni" del Paese, secondo il comunicato del ministero degli Esteri.
Il Ministero degli Affari Esteri "ripudia le opinioni con cui Luis Almagro intende nuocere a un governo democraticamente eletto, quando all'epoca evitava di commentare le violazioni dei diritti umani durante il governo de facto di Jeanine Añez, applicando un doppio standard che cerca di favorire gli interessi di alcuni gruppi politici", osserva il rapporto.
Sulla stessa linea, il capo del Senato del Movimento per il socialismo (MAS) al potere, Adolfo Flores, ha annunciato che presenterà una bozza di dichiarazione parlamentare contro le "interferenze del segretario generale dell'OAS".
Anche l'ex presidente Evo Morales, fuggito dopo il sanguinario e criminale golpe in Bolivia nel 2019, ha scritto su Twitter che "le dichiarazioni di Almagro sono un nuovo attacco alla democrazia".
Domenica scorsa, un giudice ha deciso di mandare in carcere per quattro mesi l'ex auto-eletta presidente ad interim e gli ex ministri temporanei della Giustizia Álvaro Coímbra e dell'Energia Rodrigo Guzmán come misura preventiva. Áñez è stata trasferita questo lunedì al carcere femminile di Obrajes, mentre è in corso l'indagine sul colpo di stato.

Convergenza Socialista

Partito politico socialista, avanguardia del socialismo scientifico, per il raggiungimento della società socialista.

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