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Violenze a Cochabamba: la destra alza la testa in Bolivia

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In Bolivia, lo scorso marzo, benché alle elezioni regionali solo tre Stati siano finiti nelle mani delle destre, gli altri sei, tra cui La Paz, hanno conosciuto la vittoria dei candidati socialisti del MAS. Si tratta di una vittoria storica, che a differenza delle altre volte ha conquistato non solo il voto contadino, ma anche il voto delle città.

L’Agenzia di informazione boliviana TeleSur, afferma che il Movimento Al Socialismo (MAS) ha conquistato il primo posto nelle città di La Paz, Cochabamba, Oruro, Potosí, Pando e Chuquisaca.

Prensa Latina ha precisato che:

A La Paz, il candidato Franklin Flores, ha ottenuto il 37,7%
A Cochabamba, Humberto Sánchez il 47,1%
A Oruro, Jhonny Vedia il 45,7%
A Potosí, Jhonny Mamani il 42%
A Pando, Miguel Becerra il 39,2%
A Chuquisaca, Juan Carlos León il 41,5%

Le destre hanno vinto solo in tre casi: a Santa Cruz, con il candidato a governatore del gruppo Creemos, Luis Fernando Camacho, che ha ottenuto il 54%, a Tarija, dove Óscar Montes dell’alleanza di destra è arrivato al 35,4% e a Beni, con Alejandro Unzueta del Movimiento Tercer Sistema, con il 39,1%.
Ciononostante, si è trattata di una vittoria di Pirro.

Ora spiegheremo il perché. 

Ricordiamo che il Movimiento al Socialismo, nelle settimane successive, ha riportato una sconfitta del tutto inattesa, alle elezioni regionali e municipali.
Brucia particolarmente la disfatta nel dipartimento di Santa Cruz, conquistato al primo turno da Luis Fernando Camacho, tra i protagonisti indiscussi del golpe del 2019, il quale ha superato nettamente (55% contro 17%) la candidata del Mas Adriana Salvatierra.  E brucia ugualmente la disfatta nelle più importanti – nonché storicamente ostiche per il Mas – capitali dipartimentali del paese: Santa Cruz (la capitale economica della Bolivia), La Paz (la sede del governo e del parlamento) e Cochabamba, dove a imporsi è stato Manfred Reyes Villa, già sindaco della città dal 1993 al 2000, due volte candidato presidenziale e oggetto di svariate denunce di corruzione, a cui era sfuggito riparandosi negli USA.

Proprio a Cochabamba si è verificato uno degli eventi più incresciosi che stiamo per denunciare: il compagno boliviano Jose Luis Funes Ramirez, sostenitore del Mas, nonché leader sociale dei campesinos, ha partecipato a delle proteste del tutto pacifiche, contro il golpista Manfred Reyes Villa. In tutta risposta, il compagno Jose Luis Funes Ramirez, fu precedentemente derubato di tutti i suoi documenti (e poco denaro), da misteriosi borseggiatori in moto, circa una settimana fa.  Successivamente, il 5 maggio 2021, verso le ore 21:00 italiane, Jose Luis Funes Ramirez è stato aggredito da un gruppo di motociclisti anonimi che gli hanno spaccato la testa, lasciandolo accasciato a terra.

Attualmente, Jose Luis Funes Ramirez è a riposo, a casa, con la testa bendata.
Siamo preoccupati per il compagno Jose Luis Funes Ramirez giacché è stato vittima di altre forme di vessazione, gli anni scorsi.
Il compagno Jose Luis Funes Ramirez è un presbitero della Chiesa Vetero Apostolica in America, Registro Nazionale di culto della Repubblica Argentina n. 5674; documento Civile e Militare numero: 2724450.

Nonostante ciò, la destra golpista, attraverso i suoi organi di stampa, per diversi anni lo ha calunniato, affermando che sarebbe un impostore, un mistificatore, che non sarebbe un sacerdote, etc. Ebbene, il compagno Jose Luis Funes Ramirez, è un sacerdote a tutti gli effetti, ma  appartiene al caleidoscopio del vetero-cattolicesimo, una dottrina cristiana professata dalle comunità cattoliche che si separarono dalla Chiesa cattolica romana tra il 1869–1871, in opposizione alla proclamazione del dogma dell'infallibilità papale, promosso da papa Pio IX.  Queste comunità aderiscono all'Unione di Utrecht delle Chiese vetero-cattoliche. Trattandosi di una confessione cristiana vicina al Cattolicesimo ma che si differenzia da esso per il rifiuto di alcuni dogmi, è facile che la desta golpista, in prevalenza Cattolico-Romana, abbia approfittato dell’equivoco creatosi, per calunniarlo e diffamarlo, per mezzo della stampa. La calunnia ha raggiunto anche la città eterna, proprio mentre Jose Luis Funes Ramirez lavorava come Ambasciatore per la Repubblica di Bolivia, presso la Santa Sede, prima del golpe fascista.
Chiediamo alle compagne e ai compagni, unione e solidarietà per uno degli attivisti del Mas, più autentici e sinceri.

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