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Ucraina: denunciamo con forza l’incitamento di Saviano al sex-work

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Il partito marxista-leninista, Convergenza Socialista, denuncia con forza le parole di Roberto Saviano sull’incitamento al sex-work che coinvolgerebbe donne ucraine. Evidentemente, Saviano si riferisce alle donne ucraine come ad un bottino di guerra per lo sfruttamento sessuale al servizio dell’imperialismo atlantista. Noi di Convergenza Socialista siamo contro il sex-work; siamo per l’abolizione universale della prostituzione la quale non ha posto nella società socialista.

Difatti, proprio durante il conflitto ucraino e la notizia di migliaia di donne e bambine/i sfollati, in cerca di rifugio e protezione, il guru del globalismo, dell’iper-liberismo Sans Frontieres, Roberto Savianopropone loro (soprattutto alle donne) la soluzione di tutti i loro problemi economici, politici ed esistenziali: il sex work. 

Scrive, infatti, sul Corriere della Sera: È sbagliato parlare di prostituzione, bisogna porre l’accento sul fatto che si tratta di una vera e propria categoria professionale. Le relazioni di potere che si instaurano con chi gestisce le persone e i clienti necessitano di essere regolamentate proprio per evitare abusi, come in tutte le relazioni di potere». In realtà, donne e bambini in fuga dall’Ucraina, in questi giorni,  corrono il rischio di incorrere nella tratta di esseri umani proprio nei paesi in cui la prostituzione è stata regolamentata. I trafficanti sono pronti a sfruttare la loro vulnerabilità: le donne in Polonia, Germania e le organizzazioni umanitarie in Spagna, hanno denunciato il lato oscuro dei presunti aiuti. Sono gli “imprenditori” (legalizzati) dell'industria dello sfruttamento sessuale a beneficiare maggiormente dell'esodo di massa delle donne dall'Europa orientale. A questa cifra si aggiunge la situazione dei due milioni di sfollati interni, proprio in questi giorni, in Ucraina. L'UNHCR stima circa dodici milioni di persone colpite – con difficoltà o senza accesso ai bisogni primari come acqua, cibo o elettricità – dalla guerra in Ucraina. 

Perché, allora, Saviano incita allo sfruttamento di donne e ragazze sino a pochi giorni fa libere dal sottoproletariato? Semplicemente perché Saviano fa gli interessi della classe dominante nelle società capitalistiche, e la regolamentazione della prostituzione, ovvero di uno dei filoni del sottoproletariato tendenzialmente sempre reazionario e alleato della classe dominante, capitalistica, certifica lo stato delle nostre società borghesi in avanzato stato di putrefazione. Saviano è un uomo della borghesia atlantista e globalista, ed è per lui normale che si sfrutti i più deboli.  

Non è una novità, quindi, come le crisi e gli sfollamenti mettano le donne e le ragazze a maggior rischio di violenza e abusi sessuali e fisici con l'aumento dei bisogni umanitari, sebbene l'esposizione ad alti tassi di violenza non sia una novità per le donne ucraine. Secondo uno  studio dell'UNFPA, solo nel 2019, circa il 75% delle donne nel paese ha riferito di aver subito una qualche forma di violenza dall'età di 15 anni. Una su tre ha riferito di aver subito violenza fisica o sessuale. Come le Nazioni Unite hanno avvertito nel 2017, la lotta contro la tratta di esseri umani, compresa la tratta sessuale, è "di efficacia limitata" in Ucraina e ha sollecitato una risposta al numero crescente di casi dall'inizio del conflitto nel 2014. Le vittime principali sono donne e ragazze. Tuttavia, il numero di uomini e ragazzi vittime di tratta è in aumento. Il “Global Report on Trafficking in Persons” (report globale sulla tratta di persone) pubblicato dall’UN ODC (The United Nations Office on Drugs and Crime) nel 2016 , indica che le donne costituiscono circa il 51% delle persone reclutate, gli uomini il 21%, le ragazze il 20% e i ragazzi l’8%. Tale report indica inoltre che la forma più comune di traffico di persone è lo sfruttamento sessuale, che è particolarmente diffuso in Europa occidentale e meridionale (66%), seguite dall’Europa centrale (65%), dall’Asia orientale (61%) e dal Sud America (57%). Al contrario, la tratta per il lavoro forzato è comune in Europa orientale e in Asia centrale (64%), seguite dall’Africa sub-sahariana (53%).

La tratta di esseri umani è un grande business alimentato da guerre, a cui si aggiunge un'altra forma di “estrattivismo” sulle donne di cui l'Ucraina è diventata l'obiettivo principale: lo sfruttamento riproduttivo. Per rassicurare i loro clienti in Germania o Spagna, le stesse cliniche riproduttive hanno diffuso le immagini dei bunker nella capitale del Paese, Kiev. Lì, le donne ucraine vincolate da questi contratti di sfruttamento devono partorire nelle condizioni più avverse, separate dalle loro famiglie nel mezzo di una guerra. 

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