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Il femminismo o è abolizionista o non lo è: la complicità del femminismo mainstream con la violenza sessista e le diseguaglianze

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La rivoluzione è l'abolizione della prostituzione. Convergenza Socialista è per l’abolizione della prostituzione. Il femminismo è  socialista, anticapitalista e abolizionista.

Lo scorso anno, il movimento femminista spagnolo ha dichiarato guerra, per la prima volta, alla prostituzione e al cosiddetto “utero in affitto”. Dopo anni di esitazione e dibattiti, 80 gruppi hanno incluso queste pratiche nella "violenza maschilista" e hanno chiesto che fossero definite "pratiche incompatibili con i diritti umani delle donne".

"Il mio corpo non è in vendita, il mio utero non è affittabile", è stato uno degli slogan più cantati alla manifestazione tenutasi a Madrid, per commemorare il 25 novembre 2018, Giornata internazionale contro la violenza contro le donne. Jorge Saura, una militante di 66 anni del Partito Femminista di Spagna, indossava uno stendardo che diceva: "paghi la tua puttana per violarla". "Parlando in soldoni, prostituzione e traffico sono la stessa cosa", ha detto un altro cartello, pochi metri più avanti. 

Ex-Ilva. Santoro (CS): quale futuro per Taranto?

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“E’ ormai chiaro come il Governo sia in uno stato di completa confusione, senza idee, e ciò pone il Paese in grave difficoltà”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista. “Lasciamo stare per un attimo i litigi, le incertezze e i battibecchi tra le forze politiche. A Taranto esiste una situazione drammatica che deve essere risolta in tempi brevi, con una sicura prospettiva per il domani. Esiste la problematica ambientale e l’impatto sulla salute che lo stabilimento ex-Ilva ha avuto nei decenni passati sulla cittadinanza; esiste la questione della produzione dell’acciaio; esiste, infine, il problema occupazionale.”  

“Nel breve periodo la priorità della politica è quella di risolvere la questione occupazionale, ma parallelamente, sempre la politica, dovrebbe definitivamente prendere la decisione di continuare la produzione dell’acciaio in questo Paese. Non è possibile mettere in mezzo ad una strada lavoratrici e lavoratori; non è possibile abbandonare la produzione dell’acciaio. Queste due problematiche, però, seppur intrecciate, non possono non tenere conto di una strategia complessiva, di lungo periodo, che contempli la necessità storica di finirla di barattare l’occupazione con la salute, la produzione con l’ambiente.”

“Taranto e i tarantini hanno bisogno di un messaggio di speranza dalla politica e dal Governo”, conclude Santoro. “Un messaggio che indichi una strada certa nell’immediato e una visione d’insieme per la città del domani.” 

Le ragioni dell'abolizionismo: per un femminismo materialista radicale, classista e rivoluzionario

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Nessuno oserebbe giustificare la tratta di esseri umani oggi: eppure esistono ONG, onlus e realtá “femministe” che descrivono il mercato delle donne come “diritto”, come una realtá glamour, desiderabile e persino da incentivare. Tuttavia, quando si parla di prostituzione, le acque si dividono e si agitano.

C'è una parola che oggi è deprecata nel femminismo “liberal-pop”: vittima. Nel mercato prostituente, é facile intravedere donne che attraversano situazioni estreme di necessità o di esposizione. È un femminismo “selvaggio”, cioè senza metodo, senza profonda riflessione. Molte donne sono femministe selvagge. Hai una sensibilità. Sei giovane e vedi una situazione di violenza per strada, un ragazzo colpisce una donna. Se si interviene è per un legame di empatia, da donna a donna. O quando si è in ospedale e si vede in quali condizioni arrivano molte donne. C'è qualcosa di intuitivo, di selvaggio, quindi ci si ribella contro l'ingiustizia e la violenza. Dopo di che, bisognerebbe elaborare intellettualmente il dolore e la sofferenza, bisognerebbe associarsi ad altre donne ed elaborare qualcosa di molto più profondo, più riflessivo.

Bolivia. Convergenza Socialista rifiuta nettamente l’autoproclamazione di Jeanine Áñez

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Convergenza Socialista si rifiuta di riconoscere la senatrice dell'opposizione boliviana, Jeanine Áñez, che ha assunto, questo martedì, la presidenza provvisoria della Bolivia in "successione costituzionale”,  nonostante i dubbi sul quorum raggiunto  dall'Assemblea legislativa plurinazionale. "In assenza del presidente e del vicepresidente, in qualità di presidente del Senato, assumo immediatamente la carica di presidente dello Stato", ha dichiarato Añez.

La senatrice dell'opposizione Jeanine Áñez,  ha dichiarato che Evo Morales è in esilio in Messico, "è partito perché non ha osato" rispondere al Paese. “... ora è in Messico e vuole vedersi vittima,  vuole ingannare il mondo intero dicendo che quello che è successo in Bolivia è stato un duro GOLPE”, ha detto Ánez in un'intervista alla CNN spagnola. La presidentessa ad interim, nel palazzo del governo, con una Bibbia in mano, afferma di aver agito come stabilito nella Costituzione. Ha assunto la presidenza provvisoria perché "non poteva esserci assenza dello Stato" di fronte agli atti di "vandalismo in strada".

Ex-Ilva. Santoro (CS): serve un piano strategico ma si continua a vivere alla giornata

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“Pur di sopravvivere, pur di lavorare non si può morire di tumore. Si continua a parlare di immunità penale, con un atteggiamento sbagliato nei confronti di AncelorMittal, quando lo stabilimento ex-Ilva andrebbe definitivamente chiuso perché a Taranto si muore”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista.

 “Al nostro Paese serve l’acciaio? Certo, ma non sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini che a migliaia muoiono di tumore. Certo, serve l’acciaio, ma non continuando ad alimentare siti produttivi altamente inquinanti a ridosso dei centri abitati.

Chiudendo ci sarebbero migliaia di disoccupati e si innescherebbe una bomba sociale? Assolutamente no, poiché si presuppone che la politica abbia il compito di mettere in piedi un piano strategico con conseguente avvio di un grande piano di bonifica, di riconversione ambientale e occupazionale, e l’avvio di un periodo di formazione e riqualificazione professionale per le migliaia di lavoratrici e di lavoratori coinvolti.

Colpo di Stato in Bolivia. Convergenza Socialista si unisce al coro di condanna internazionale

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Convergenza Socialista si unisce al coro di condanna internazionale del colpo di Stato contro Evo Morales in Bolivia. Convergenza Socialista si unisce ai diversi presidenti, vicepresidenti e leader sociali latino-americani che hanno parlato attraverso i social network, nonché diversi referenti del peronismo. É intervenuto anche Papa Francesco, Nicolás Maduro, Miguel Díaz-Canel, Cristina Fernández de Kirchner, Lula da Silva, Nicolás Maduro, Ivan Duque e Alberto Fernández.

Governi, ex leader, leader sociali e politici di diversi paesi hanno condannato questa domenica il colpo di Stato in Bolivia che è culminato nelle dimissioni dell'ormai ex presidente Evo Morales.

Domenica scorsa, la vicepresidente argentina Cristina Fernández de Kirchner ha affermato che "se vogliamo vivere in pace" nella regione "è tempo di dichiarazioni e, soprattutto, di azioni chiare in difesa della democrazia".

Condanniamo con la massima fermezza il colpo di Stato in Bolivia

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Convergenza Socialista condanna nel modo più fermo il colpo di Stato in Bolivia che ha costretto il legittimo Presidente, Evo Morales, a dimettersi, a indire nuove elezioni e a cercare rifugio altrove dopo che la sua abitazione è stata violata sotto gli occhi della polizia e delle forze armate, complici della destra reazionaria e delle forze imperialiste straniere.

Non finisce qui, però. Che sia chiaro al comandante delle forze armate Williams Carlos Kaliman Romero, alle forze imperialiste ad iniziare dagli Stati Uniti, alle forze reazionarie interne al Paese, che il socialismo emergerà vincitore. La questione in Bolivia non finisce con le dimissioni del Presidente Morales e il colpo di stato “ufficializzato” dal generale delle forze armate. Non finisce e non finirà qui. La questione rimane aperta e noi socialisti la vinceremo.

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