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"LE DONNE CUBANE, l'altra metà della rivoluzione"

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LE DONNE CUBANE, l'altra metà della rivoluzione
di Maddalena Celano

Maddalena Celano, autrice del saggio “Manuela Sáenz Aizpuru. Il femminismo rivoluzionario oltre Simón Bolívar” (accurata ricostruzione storica e documentaristica dell’ appassionante storia d’ amore tra il Generale Simón Bolívar e la Colonnella Manuela Sáenz Aizpuru, nota spia e rivoluzionaria dell’ epoca) della Aras Edizioni (Fano, 2018), molto presto darà alle stampe il suo secondo saggio (che troveremo presto nelle librerie oppure “on line”, in versione PDF) che non è  altro che la naturale prosecuzione del primo saggio: “Le Donne Cubane: l’altra metà della Rivoluzione”, della Libeccio Edizioni (Livorno, 2020). Il saggio è stato impreziosito dalla collaborazione di tre intellettuali e rivoluzionari cubani: il prof. Efrain Echevarría Hernández (professore di economia all' Università Pinar Del Río e direttore del Dipartimento di Studi Marxisti), la prof.ssa Leidy León Veloz (docente all’Università di Pinar del Río e coordinatrice del progetto Supervisión Psicológica SCP, nonché membro del gruppo Provinciale della Società Cubana di Psicologia in coordinamento con il Comitato Organizzatore della VII Convenzione Intercontinentale di Psicologia HOMINIS 2016)eMaria Teresa Peña Gonzalez, ex guerrigliera che a 17 anni partecipò attivamente alla Rivoluzione Cubana (nata nel 1940, è ingegnere chimico, militante del Partito Comunista Cubano, membra della Federazione delle Donne Cubane e della Federazione Democratica Internazionale delle Donne, studiosa, saggista, scrittrice e artista).

Il movimento femminista a Cuba, nato nei primi decenni del secolo scorso, svolse un ruolo rivoluzionario consentendo di ottenere importanti conquiste, in periodi impensabili, come la Legge sulla Patria Potestà (1917), la legge sul divorzio (1918) e il Women's Suffrage Act (1934). Altre conquiste sono state raggiunte dalle donne cubane, in tutte le aree della vita nazionale, dal trionfo della Rivoluzione (1959). Durante l'ottavo congresso della Federazione Nazionale delle Donne Cubane, si affermò che il lavoro fondamentale delle sue quasi quattro milioni di affiliate fosse quello di perfezionare il lavoro della leadership femminile, a livello di base, coinvolgendo in ciascuno dei suoi obiettivi le ragazze, che saranno, in breve, le continuatrici di quella pleiade di donne coraggiose che hanno affrontato le ottuse idee patriarcali del loro tempo e hanno fatto una rivoluzione. La Federazione Nazionale delle Donne Cubane, fu presieduta dalla sua nascita dalla defunta Vilma Espín, e attualmente non è che l'eredità e la continuazione di quelle idee per le rivendicazioni delle donne.

Il saggio ricostruisce la storia della Rivoluzione Cubana, e delle sue donne, attraverso un’ accurata ricostruzione documentaristica e attraverso le voci di tre protagonisti, che costituiscono l’ asse centrale del volume.

Grazie alla Rivoluzione, le donne cubane hanno abbandonato la claustrofobica subalternità e la servitù domestica; sono riuscite a inserirsi pienamente nella società, esercitando piena cittadinanza, attraverso un attivo protagonismo politico, economico e militare.

Un esempio è stato il lavoro educativo svolto con i combattenti del Fronte dell'Esercito Ribelle Frank País, un evento che servì da preludio alla Campagna di Alfabetizzazione, un episodio che conobbe massiva partecipazione femminile e che ebbe, nell'eroina della Repubblica di Cuba, Vilma Espín (1930-2007), una delle sue principali ideatrici e sostenitrici.

A questi punto, si aggiungono le battaglie dell'attuale Segretaria Generale della Federazione delle Donne Cubane, Yolanda Ferrer, un’altra protagonista di questo voluminoso libro che offre uno sguardo nitido e testimoniale di tutta l’ edificante opera che le donne cubane hanno compiuto, in 61 anni di rivoluzione.

 I cambiamenti nelle condizioni economiche, sociali e politiche delle donne cubane, dal 1959 in poi, sono stati "una rivoluzione all'interno della rivoluzione". Questi risultati non sono stati semplicemente raggiunti in parallelo, o separatamente, dalla lotta storica dei lavoratori, sia uomini che donne. Sono risultati raggiunti grazie a lunghi anni di lavoro congiunto.  Cuba, per spezzare le catene del dominio patriarcale e del capitalismo imperialista statunitense, ha liberato l’ energia creatrice delle sue donne. La lotta per l'uguaglianza delle donne, nelle parole dell'ex presidente cubano Fidel Castro, è stata "una necessità morale, una necessità rivoluzionaria", inscindibilmente intrecciata alle battaglie delle lavoratrici e dei lavoratori.

“La donna cubana appoggiò con decisione la Rivoluzione, lo fece con tanto entusiasmo, con tanta fermezza, perché fu una Rivoluzione che per la donna significò due rivoluzioni: la donna venne liberata come parte dei settori più umili del paese e la donna, inoltre, si liberò come lavoratrice,  giacché discriminata e sfruttata, nel lavoro produttivo, anche a causa del suo sesso.
Dissi a un compagno che questo fenomeno delle donne nella Rivoluzione è un rivoluzione dentro la rivoluzione. E se ci chiedessero che cos’è la cosa più rivoluzionaria che sta facendo la Rivoluzione, risponderemmo che la cosa più rivoluzionaria che sta facendo la Rivoluzione è precisante questo, cioè la rivoluzione che si manifesta nelle donne del nostro paese.
Se ci chiedessero quali sono le cose che ci hanno insegnato nella Rivoluzione,  risponderemmo che una delle lezioni più interessanti che i rivoluzionari stanno ricevendo nella Rivoluzione è la lezione che ci stanno dando le donne (…)
Sta accadendo che in realtà questa forza potenziale è superiore a quello che i più ottimisti avrebbero mai potuto immaginare e, per questo, diciamo che forse in fondo, inconsciamente c’era qualcosa di pregiudizievole o di scarsa stima, dato  la realtà che si sta rivelando, e che sta appena cominciando  a marciare su questo cammino (…)
 A noi sembra che le donne dovranno lottare ancora molto, che le donne dovranno sforzarsi molto per conquistare il posto che realmente dovrebbero occupare (…)
Se le donne nel nostro paese erano doppiamente sfruttate, erano doppiamente umiliate, questo significa semplicemente che in una rivoluzione sociale le donne dovranno essere doppiamente rivoluzionarie (…)”

Mi resta solo da dire con tutte le forze: Viva le donne cubane! 
Viva lo spirito rivoluzionario, la disciplina e la devozione delle donne cubane!
Viva la rivoluzione femminile nella rivoluzione socialista!

Fonte: Fidel Castro Ruz,
discorso alla chiusura della V Riunione Generale della FMC, del
9 dicembre del 1966. ( GM – Granma Int.)
Traduzione di Maddalena Celano

"Il Manifesto del Socialismo"

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IL MANIFESTO DEL SOCIALISMO
Da che cosa cominciare?
di Manuel Santoro
Sul socialismo organizzato inteso come sistema della società strutturalmente alternativo al capitalismo.

Su Amazon.it, IBS.it e LaFeltrinelli.it, e nelle Librerie Feltrinelli di tutta Italia. Anche in versione ebook.

Descrizione
L'idea ispiratrice di questo Manifesto è da ricercare nella pressante necessità di ripensare noi stessi e le società moderne in cui viviamo.
Il socialismo, inteso come alternativa strutturale al capitalismo, necessita di una rifondazione teorica e politica, da una parte, e una ricostruzione organizzativa, dall'altra, partendo dall'attualizzazione degli insegnamenti dei padri fondatori. In questo libro si cerca di rispondere a tali necessità. Questo Manifesto traccia un percorso teorico, politico ed organizzativo per riavviare una dialettica dimenticata che ci permetta di intravedere all'orizzonte una società diversa, finalmente libera, alternativa nella sua complessità, nei processi economici, sociali e comportamentali, rispetto agli effetti divisivi del capitalismo.
Il Manifesto è di per se una guida, un modus operandi, che permetterà a donne e uomini contemporanei ed ai posteri, di lavorare per un mondo migliore e assolutamente diverso.

Autore: Manuel Santoro
Ha un PhD in matematica dalla Portand State University, USA.
Prima di intraprendere il lavoro politico, ha lavorato presso il Dipartimento dell'Energia del governo americano e il Max Planck Institute in Germania.
E' stato brevemente membro del Consiglio nazionale del PSI. Si è dimesso dall'incarico subito prima delle elezioni europee del 2014.
E' cofondatore e ideologo di Convergenza Socialista.
E' oggi segretario nazionale di Convergenza Socialista e Direttore della rivista aperiodica teorica del socialismo L'ideologia Socialista.

Breve recensione dell’Editor:
<Scrive Santoro: “La sinistra, sia essa riformista o radicale non importa, è pervasa da un senso di smarrimento profondo, certamente per ragioni diverse, ma ambedue destinate alla irrilevanza politica”. Riprendendo gli insegnamenti di Engels, Marx e Lenin, Manuel Santoro ci propone un modo per tornare all’ideologia socialista più autentica, tanto distante dalla sinistra come la conosciamo oggi quanto lo è dal capitalismo; un nuovo approccio funzionale alla società odierna e finalizzato alla costruzione di un partito tangibile, coerente, attivo, concretamente rivolto al superamento della dialettica insita nello Stato. Continua Santoro: “Gli strumenti per farlo ci sono: educazione politica, osservazione e analisi critica della società e della sua organizzazione, coscienza di classe”.

L’opera di Manuel Santoro si distingue anzitutto per l’acume rivelato nel promuovere il ragionamento. Il discorso viene portato avanti con rigore e padronanza di linguaggio: si respira l’intensità dell’intento, si afferma il potere dell’argomentazione. La credibilità della voce è veicolata dall’abilità oratoria: l’autore ci consegna una “guida” – politica, ma non solo – adeguata erga omnes, un pezzo di prospettiva sintomatica e approfondita.>

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