Programma

Programma politico di Convergenza Socialista

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Prima le lavoratrici e i lavoratori: verso il Socialismo

Bozza di programma

Europa e politica estera

    • Per un’Europa socialista
    • Cancellare il Fiscal Compact
      • da sostituire con il Social Compact
    • Azzerare i trattati europei
      • da sostituire con una Costituzione europea socialista
    • Per un’Europa di pace e per la pace
      • per una intesa politica con l’EuroAsia
    • Azzeramento internazionale della NATO

Economia, banche e finanza

    • Basta con i paradisi fiscali e la centralità della finanza
    • Stop al TTIP
    • Rendere pubblico tutto quello che è di pubblica utilità
      •  il sistema bancario, la grande industria, le risorse naturali, beni e servizi di base;  lo Stato dovrà essere l’unico erogatore e controllore dei beni e servizi essenziali, tra i quali: sanità, istruzione, elettricità, gas, acqua, ambiente, ecc
    • Definizione di un piano industriale ecologicamente compatibile
    • La politica monetaria deve essere totalmente in mano pubblica (i.e. Tesoro europeo)
    • Incentivare l’Industria 4.0
      • liberazione dal lavoro/liberazione del lavoro e socializzazione dei mezzi di produzione e distribuzione della ricchezza
      • proprietà delle imprese di produzione e di distribuzione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, e loro ingresso nei consigli di amministrazione
    • Patrimoniale sulle grandi ricchezze
    • Riduzione sostenuta dell’IVA

Lavoro e previdenza

  • Fronte occupazionale
    • istruzione, formazione di base, inserimento, aggiornamento professionale, formazione continua, riqualificazione
    • valorizzazione del lavoro finalizzato ai bisogni della persona
      • sanità
      • assistenza sociale/familiare
      • previdenza
      • attività motoria per la famiglia
    • investimenti territoriali stimolati dalle aziende che attivano il welfare negoziato
    • integrazione dei centri in rete regionale/nazionale/europea per ampliare occasioni di lavoro partendo dalle esigenze locali
    • sostegno agli investimenti in capitale umano e competenze per poter accedere alle possibilità di lavoro senza blocchi all’entrata
    • riqualificazione dei lavoratori in modo personalizzato e non indifferenziato
    • per sostenere concretamente il mondo del lavoro occorre puntare su tutti gli strumenti che tutelano il ciclo lavorativo della persona
    • diffusione del welfare negoziato ad ogni livello (nazionale, territoriale, aziendale, individuale)
    • investimenti nelle nuove tecnologie e nell’innovazione
    • attivazione centri provinciali del lavoro per programmare attività del mercato del lavoro territoriale
    • programmare la ricollocazione dei lavoratori secondo gli sviluppi del mercato del lavoro che tende ad aumentare posti ad alto valore tecnico.
    • pianificare necessità di formare lavoratori in attività socio-assistenziali
    • valutare ipotesi di redistribuzione del tempo di lavoro in base ad un orario settimanale più breve, con un range oscillante dalle 30 sino alle 20 ore
    • promuovere forme di conciliazione della vita lavorativa e familiare tramite organizzazione telematica del lavoro (smartwork e telework), come nuove forme ordinarie di lavoro.
    • produttività del lavoro deve integrare i benefici per la collettività locale: produttività sociale
    • retribuzione minima salariale parametrata come quota maggiorata della pensione minima
  • Fronte previdenziale
    • fiscalità generale
    • ripartizione (da portare gradualmente al minimo sino azzerarla)
    • contribuzione pubblica a capitalizzazione definita
    • Tutti i contributi ulteriori vengono girati per garantire le pensioni minime
    • rispetto agli investimenti finanziari ordinari e, soprattutto, vs la speculazione finanziaria
    • accantonamento previdenziale non deve essere soggetto agli andamenti di PIL, in quanto espressione di una produttività già esaurita che non può essere in balia dei rischi del mercato, per cui deve essere garantito un rendimento minimo per il bene dei bisogni futuri.
    • è opportuna una tempestiva rimodulazione delle fonti di finanziamento previdenziale, in funzione dell’orizzonte previdenziale cui sono destinate: breve, medio o lungo.
    • lo Stato deve garantire la copertura dei “buchi lavorativi” dovuti a contratti non continuativi cui soggiacciono i lavoratori
    • pensione minima parametrata sul livello di povertà assoluta
    • pensione massima fissata come multiplo della minima
    • creazione di ulteriori agevolazioni e tutele speciali per il credito previdenziale
    • pensare alla creazione di una fonte di finanziamento costituita da BTP previdenziali, a copertura di erogazioni momentanee di pensioni e in funzione della sostituzione a regime del sistema a ripartizione, troppo vincolante per il l’economia reale (mercato del lavoro e la sua produttività individuale e sociale).
  • Reintroduzione dell’Art. 18 e nuovo Statuto dei Lavoratori
    • per massimizzare i diritti di lavoratrici e lavoratori
  • Riduzione dell’età pensionabile

Politiche sociali

  • Sistema sanitario completamente pubblico, gratuito ed efficiente
  • Riqualificazione, manutenzione e rimessa a disposizione di abitazioni popolari
    • con eventuali investimenti di costruzione degli alloggi dequalificati e sfitti del patrimonio immobiliare dei concessionari per le case popolari. Tali alloggi, devono essere messi a disposizione del sociale.
  • Riduzione sostenuta delle tariffe dei servizi essenziali
  • I servizi essenziali in mano pubblica
    • Il pubblico, non il privato, sia erogatore e controllore di tali servizi tra i quali (sanità, istruzione, elettricità, gas, acqua, ambiente, ecc)
  • Riqualificazione e reorganizzazione sociale e culturale delle periferie delle nostre città
    • con la creazione di settori di supporto efficenti per servizi alla persona ed organizzazione della cultura e degli eventi, implementazione di centri sociali autogestiti e controllati democraticamente dal territorio.
  • Creazione delle “Case della Salute” con inglobamento dei servizi ambulatoriali di territorio
    • tali case debbono poter intervenire in modo fattivo sui settori più “economicamente onerosi” quali le cure dentistiche, la rieducazione e la prevenzione fisioterapica, l'assistenza agli anziani ed ai disabili presso le loro abitazioni, assistenza ed accompagnamento dei malati psichici, salute pubblica.
  • Riqualificazione e messa in sicurezza dei territori
    • con salvaguardia e tutela dell'ambiente , del paesaggio e dei beni culturali presenti sul territorio medesimo con valorizzazione del suddetto patrimonio storico ed architettonico, riorganizzazione in termini di controllo e partecipazione collettiva dei settori della gestione ambientale , dei beni comuni e della green economy
  • Valorizzazione del kilometro zero e della distribuzione locale, con creazioni di “case del cibo”
    • che vadano ad agglomrare ed unificare i servizi di assistenza alle povertà pubblici privati e confessionali in una struttura che parta dalle esigenze reali e non dalla dichiarazione di tali esigenze, con un contatto diretto con le strutture sociali e gli assessorati che si occupano dei servizi alla persona. Creazione di orti sociali finalizzati anche alla distibuzione “fuori mercato” di beni di prima necessità, collegamento di tale struttura con l'azione “scuola-società. Collaborazione sapienziale ed organizzativa con anziani abili.
  • Creazione di orti sociali
    • finalizzati anche alla distibuzione “fuori mercato” di beni di prima necessità, collegamento di tale struttura con l'azione “scuola-società. Collaborazione sapienziale ed organizzativa con anziani abili.
  • Valorizzazione delle capacità intrinseche dell territorio
    • con case editrici letterarie e musicali cooperative, più o meno autogestite, ma certamente controllate democraticamente, valorizzazione delle capacità artigianali e delle valenze artistiche figurative e cinematografiche, creazioni di “Mercati d'alternativa” che sfuggano alle leggi di un mercato funzionale unicamente al profitto per lavorare sui bisogni e sulle qualità.

Scuola e Università

  • Sistema scolastico completamente pubblico, gratuito ed efficiente
  • Rafforzare con risorse ed investimenti la ricerca scientifica e il ruolo delle università
  • Rilancio della cultura diffusa
    • liberando i comuni dai laccioli che impediscono una reale Funzione di stimolo e volano in questo senso, creazione di una rete stabile di intellettuali, insegnanti ed operatori culturali che lavori in tale direzione.
  • Reintroduzione nella scuola dell'educazione civica
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